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Legge sull'autismo, la regione dice sì

7 Ottobre, fonte Corriere Adratico

La Regione Marche è la prima dotarsi di una legge regionale specifica sull'autismo, anzi come recita il titolo dell'atto, sui «disturbi dello spettro autistico». L'articolato, basato su due testi distinti, promuove condizioni di benessere e inclusione sociale per i soggetti affetti da autismo, garantendo una rete integrata di servizi e percorsi diagnostici, terapeutici, riabilitativi, assistenziali per la presa in carico di minori e adulti, con una dotazione finanziaria complessiva di 1,2 milioni di euro, in parte destinati alle famiglie, «alle prese con problemi emotivi e materiali notevoli» ha detto il relatore di maggioranza Gianluca Busilacchi (Pd). Previsto un coordinamento regionale per i disturbi dello spettro autistico, come organo propositivo e consultivo, e un comitato tecnico-scientifico chiamato a definire le linee di indirizzo regionali per la diagnosi, il trattamento e la presa in carico.

Il Centro regionale per l'autismo in età evolutiva sarà ubicato a Fano presso l'Azienda ospedaliera Marche Nord, mentre per l'età adulta verrà individuata un'altra struttura presso l'Asur, con sede nel sud delle Marche. «L'autismo è un disturbo dello sviluppo, che presenta profili complessi - ha aggiunto Busilacchi -, in crescita negli ultimi 20 anni, siamo passati da un caso ogni 10 mila ad un caso ogni 100 (uno su 50 negli Usa). Le cause sono sconosciute e noi non entriamo nel merito delle varie ipotesi. Compito della politica è dare risposte alle tante famiglie spesso lasciate sole».

La legge - ha ricordato la relatrice di minoranza Elisabetta Foschi - «nasce da un progetto sperimentale all'avanguardia, lanciato nel 2002 a Fano e finanziato ogni anno. In questo modo strutturiamo un'esperienza positiva, un'iniziativa di eccellenza. Tra gli obiettivi la diagnosi precoce, fondamentale per la terapia, l'assistenza e la presa in carico delle persone affette da questo tipo di disturbi». La legge è stata approvata con 29 voti a favore, due no e tre astenuti. Via libera anche ad un odg della Foschi per implementare l'organico degli psicologi dell'Ao Marche nord.

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Disabilità e disuguaglianza, qualche prospettiva per Autismo e Down

7 ottobre, fonte portale-autismo.it, Filippo Vicari

Le persone disabili stimate nel 2020 saranno 4,8 milioni. 

Attualmente in Italia la spesa pubblica (437 euro pro-capite all’anno) è molto inferiore a quella media europea (535 euro) e come se non bastasse analizzando i dati relativi alle persone con disabilità emerge che solo il 31,4% delle persone Down con più di 24 anni e appena il 10% degli autistici over 20 trovano lavoro.

 Aumentano di numero, ma senza un’immagine e un’identità precisa.

Il Censis stima, facendo riferimento alla percezione soggettiva, una percentuale di persone con disabilità pari al 6,7% della popolazione per un totale di 4,1 milioni di persone. Nel 2020 arriveranno a 4,8 milioni (il 7,9% della popolazione) e raggiungeranno i 6,7 milioni nel 2040 (il 10,7%), almeno queste sono le stime che il Censis propone.

L’universo delle disabilità tutt’ora non riesce a uscire dal cono d’ombra in cui si trova, non solo nelle statistiche pubbliche, ma anche nell’immaginario collettivo e nel linguaggio comune.

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Disabilità a scuola, "Centri per l'autismo" presto in tutta Italia

7 Ottobre, fonte  superabile.it

Si chiamano "centri per l'autismo" e presto ci saranno in ogni regione italiana: sono una delle risorse messe in campo dal ministero dell'Istruzione per favorire l'inclusione scolastica degli alunni autistici, attraverso il lavoro di rete e la valorizzazione delle buone prassi. "Al primo sportello aperto a Vicenza, entro il 31 dicembre se ne affiancheranno altri 6 o 7 in altrettante città: Palermo, Bari, Napoli, Roma, Prato, Bergamo e Torino si affiancano quelli di Palermo, Roma e Torino. A partire da gennaio, tutti gli altri",annuncia Giovanna Boda, responsabile della Direzione generale dello studente del Miur. Obiettivo di questi sportelli è favorire la condivisione delle conoscenze e delle buone pratiche in materia di autismo, a partire dalle esperienze maturate dagli insegnanti e a favore di altri docenti, ma anche studenti e famiglie. "Crediamo che i migliori insegnanti per gli insegnanti siano gli insegnanti stessi - spiega Boda - Sembra un gioco di parole, ma è così: il tutoraggio tra insegnanti è una risorsa preziosa e da valorizzare. Ed è una delle risposte che diamo ai problemi della scuola in materia di inclusione: non può essere certo l'unica, ma è indubbiamente un buon punto di partenza".

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In questa battaglia c'è ben poco di culturale

6 Ottobre, fonte superando.it, nota di Salvatore Nocera *

All’interno della nota testata «La Tecnica della Scuola.it» è stato ripresa il 30 settembre scorso la notizia di un appello lanciato in Facebook da un gruppo di docenti per il sostegno, che invita a «boicottare le pubblicazioni della Casa Editrice Erickson» e in particolare gli scritti di Dario Ianes, per un libro recentemente pubblicato da quest’ultimo[Levoluzione dellinsegnante di sostegnoVerso una didattica inclusiva, N.d.R.] e per essere lo stesso Ianes promotore in Trentino di una sperimentazione relativa all’affiancamento ai docenti curricolari dell’80% degli attuali docenti per il sostegno, prevedendo che il restante 20% formi dei gruppi superspecializzati, itineranti per le diverse scuole.

Voglio qui esprimere il mio netto disappunto e dissenso da questa forma “medievale” di contestazione delle idee altrui. Io stesso, infatti, non condivido quelle idee di Ianes – riprese pure da una ricerca di qualche tempo fa [Rapporto intitolato “Gli alunni con disabilità nella scuola italiana: bilancio e proposte”, pubblicato da Erickson, a cura dell’Associazione TreeLLLe e della Caritas Italiana, con il sostegno della Fondazione Giovanni Agnelli, N.d.R.]. Anzi, ho avuto l’occasione di esprimere pubblicamente il mio dissenso, sia durante il tradizionale Convegno Biennale sull’integrazione scolastica, promosso a Rimini dal Centro Studi Erickson, sia con alcuni miei scritti cartacei e on line, anche su queste stesse pagine.
E tuttavia, dal dissentire con argomentazioni precise al “boicottare i libri” ci corre un abisso. Il boicottaggio, infatti, è una tecnica praticata ad esempio negli Stati Uniti contro le ditte che apertamente o indirettamente favoriscono le società venditrici di armi. Ora, assimilare un libro, sia pur discutibile, a un’“arma letale”, direi che ce ne corre. A meno che i sottoscrittori dell’appello non ritengano che i libri possano costituire un’arma letale per i propri interessi; ma allora in tal modo legittimano la pratica medievale, ormai abbandonata dal pensiero laico, di istituire un indice dei libri vietati o peggio di bruciare i libri considerati “ pericolosi” sulle piazze.
Non è così che si fanno le lotte culturali, ma mi pare che in questa lotta di culturale non ci sia proprio nulla.

* Già vicepresidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap). Responsabile del Settore Legale dell’Osservatorio Scolastico dell’AIPD (Associazione Italiana Persone Down).

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Con la trattografia una mappatura per capire l'autismo

1 Ottobre, fonte "L'Eco di Bergamo"

Mappare il cervello, 87 miliardi di neuroni, è difficile per l'inimmaginabile numero di connessioni con le quali i neuroni comunicano tra loro. Una nuova tecnologia di risonanza magnetica chiamata trattografia può offrire una mappa delle connessioni cerebrali, aiutando la comprensione di disturbi come autismo, schizofrenia e demenza. Ne parlerà, aprendo le conferenze di BergamoScienza, Marco Catani, neuropsichiatra del King's College di Londra.

Con un effetto simile alle scie di luce delle auto di notte, la trattografia con la risonanza magnetica misura la diffusione delle molecole d'acqua nel nostro cervello, che si muovono dentro le fibre seguendo direzioni obbligatorie determinate dall'orientamento delle fibre stesse.

«Misurando la diffusione dell'acqua - spiega Catani - si riesce a ricostruire immagini tridimensionali delle maggiori connessioni cerebrali». Con la trattografia, Catani ha scoperto connessioni che sono alla base dell'evoluzione delle capacità sociali e linguistiche della nostra specie. Una di queste connessioni è il «fascicolo arcuato» che connette due aree cerebrali della parte sinistra del cervello dedicate alla comprensione e articolazione delle parole.

«L'arcuato - continua il ricercatore - è quasi inesistente nelle scimmie, mentre nell'uomo la sua grandezza è legata alle capacità di memorizzare nuove parole. Individui che hanno un arcuato più piccolo, infatti, mostrano inferiori capacità di ricordare nuove parole. Questa connessione è anche alla base delle capacità combinatoriali che permettono di sviluppare un corretto uso della grammatica».

Il 60% delle persone ha il fascicolo arcuato soltanto a sinistra, mentre il restante 40 % ha connessioni bilaterali. C'è anche una differenza tra i sessi. Circa l'85% degli uomini sono estremamente lateralizzati a sinistra, mentre le donne sono più bilaterali, cosa che probabilmente permette un miglior recupero della parola in caso di ictus. Se le connessioni non si sviluppano normalmente entro i 2 anni di età possono insorgere problemi tipici dell'autismo, quali difficoltà nel riconoscere emozioni, interagire con gli altri e comunicare. Alcune connessioni maturano più tardi e, se alterate, possono generare allucinazioni tipiche della schizofrenia.

«È ancora presto per un utilizzo clinico diffuso - conclude Catani - ma la trattografia ha il potenziale di dimostrare lesioni cerebrali negli stadi iniziali della malattia, e questo potrebbe aprire nuove strategie terapeutiche». 

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