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Disabilità, un tema utilissimo solo in campagna elettorale

fonte "Il fatto quotidiano"

In punta di piedi è scivolata via dal dibattito sempre vivace tra i due partiti che governano il Paese il tema della disabilità. E’ odiosamente irritante dire che lo avevamo previsto ma tanto è. E’ terribilmente triste osservare che Movimento 5 stelle e Lega, dopo le finzioni e gli annunci di una trionfante campagna elettorale, sembrano aver gettato la maschera.

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Quando le persone con disabilità diventano un “costo”

fonte superando.it

 

 

 

Bumikka Suhinthan, la ragazza irlandese con sindrome di Down cui è stato rifiutato il visto per trasferirsi in Nuova Zelanda, insieme alle sorelle Tanya e Saumia e alla madre Nilani

 

 

 

Bumikka Suhinthan, ragazza irlandese di quindici anni con la sindrome di Down, si è vista recentemente rifiutare il visto per trasferirsi in Nuova Zelanda. Secondo le autorità neozelandesi, infatti, Bumikka non dimostrerebbe «uno standard accettabile di salute» e potrebbe «caricare di costi significativi» il sistema sanitario ed educativo del Paese.

In due analoghi episodi, nel 2016 e nel 2008, ai tredicenni Peter (con autismo) e Lukas (con sindrome di Down), fu rifiutata la residenza, per le medesime ragioni, rispettivamente in Nuova Zelanda e nella “vicina” Australia. In tutti e tre i casi il visto era stato, invece, rilasciato a tutti gli altri membri della famiglia.

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Scuola: non serve un cambiamento di forma, ma di sostanza

fonte superando.it, Giancarlo Rapisarda *

La recente Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità del 3 Dicembre è stata definita «storica», dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, per il mondo della scuola e per l’inclusione degli alunni con disabilità.

In pratica, in seguito alla riforma del sostegno disposta dal citato Decreto 66/17, non avrebbe dovuto essere più la scuola ad avanzare la richiesta delle ore di sostegno, ma un nuovo organo, ovvero il GIT (Gruppo per l’Inclusione Territoriale), al quale appunto, a partire dal 1° gennaio 2019, sarebbe spettato il compito di avanzare la richiesta delle ore di sostegno da assegnare a ciascuna istituzione scolastica per gli allievi con disabilità, secondo la seguente procedura:

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La fascinazione delle scuole e degli istituti speciali

superando.it   Salvatore Nocera *

Bimbo dietro a un vetroDa qualche anno si sente sempre più spesso che i genitori di alunni con disabilità vengono invitati o chiedono di iscrivere i propri figli a scuole e istituti speciali.
Contrariamente a quello che si crede, le scuole e gli istituti speciali non sono mai stati aboliti in Italia; anzi, l’articolo 328 del Testo Unico della Legislazione Scolastica, approvato con il Decreto Legislativo 297/94, le ha consacrate normativamente addirittura sia come scuole statali che come private.

Di questi tempi, a causa anche della cattiva qualità dell’inclusione scolastica, purtroppo realizzata in un numero crescente di scuole statali, si è aperta una campagna pubblicitaria per stimolare l’iscrizione in scuole speciali, decantandone le meraviglie. E che spesso si tratti di bei locali, riccamente arredati, risponde alla pubblicità di marketing. E tuttavia, non si tiene conto dello scotto che queste ragazze e ragazzi pagano, entrando in locali ben reclamizzati, ma senza contatti normali con il mondo esterno. Sì, talora vengono organizzati incontri con volontari, per non far sentire troppo soli questi allievi, ma non sono i rapporti spontanei che si instaurano nelle classi comuni, dove ormai da cinquant’anni l’Italia cerca di inserire, integrare e includere gli alunni con disabilità.

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Siblings vuol dire (solo) fratelli e sorelle

fonte disabili.com

Pubblico un estratto dell’intervento tenuto da Federico Girelli, Presidente del Comitato Siblings – Sorelle e fratelli di persone con disabilità (www.siblings.it), all’interno del Convegno “Famigli-abile” - Diritti, bisogni e aspirazioni organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità – Centro Nazionale Malattie Rare in collaborazione con Asmara Onlus tenutosi a Roma circa un anno fa.

L’intero contributo è scaricabile cliccando qui:
https://www.disabili.com/images/pdf/Girelli-Siblings.pdf

Circa vent’anni fa con una telefonata del mio (ora) fraterno amico Giulio Iraci è iniziata in Italia l’avventura dei “Siblings”. In quella telefonata Giulio mi chiese se volevamo incontraci per parlare di noi, non dei nostri fratelli con disabilità. Assieme alle altre persone che condivisero con noi quella prima esperienza di scambio e supporto reciproco decidemmo, grazie al consiglio di Anna Zambon Hobart, di chiamarci “Siblings” ovverosia “sorelle e fratelli”. Scegliemmo la denominazione inglese perché il termine siblings ricomprende sia il genere femminile sia il genere maschile, mentre in italiano il significato letterale di “fratelli” fa riferimento ai soli maschi.

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