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Diario di un ragazzo autistico. Federico: "Vi spiego perché amo il silenzio".

La Repubblica, Federico De Rosa

I sogni e le esperienze di un giovane abituato a parlare poco. Ma che racconta la sua vita e le sue emozioni scrivendo

Sento spesso dire di noi persone autistiche non verbali che saremmo poco inclini ad una presenza attiva nelle situazioni e nelle relazioni, più inclini a vivere isolati in un nostro mondo difficilmente accessibile a voi non autistici. Ora, io non è che voglia dire che non sia vero ma solo vi proporrei di considerare le cose anche dal mio punto di vista.

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Centro per l'autismo, ci sono 400mila euro ma non il progetto

Pochi posti disponibili nei centri diurni, terapie riabilitative costose, numero di sofferenze in crescita, famiglie sempre più in affanno. Accende un faro con bagliori allarmanti Maruska Palazzi, pedagogista dell'Università di Urbino e Garante per i diritti delle persone disabili con sede allo sportello Informa&Servizi del Comune, in piazza del Popolo.

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L'Australia Meridionale apre la strada nominando il primo Viceministro per l'autismo del Paese

 "Glam Adelaide" - Rebecca Wilson

Traaduzione di Ileana Vitale

Emily Bourke è stata nominata Viceministro per l'Autismo. La signora Bourke - che è anche Viceministro del Premier - sarà responsabile dell'attuazione delle politiche sull'autismo del governo statale.

La Bourke è il primo membro del Governo nel Paese a cui è stata affidata la responsabilità esclusiva di garantire che la comunità autistica sia rappresentata.

"Dopo anni di rivendicazioni da parte della comunità autistica, attraverso emails, lettere, telefonate e forum - per chiedere un cambiamento - posso dirvi: questo governo ascolta. E vi abbiamo ascoltato", dice il Ministro Bourke. 

"Sono mamma di tre figli, quindi so che ogni genitore e caregiver vuole che il proprio figlio raggiunga il suo potenziale individuale. Ma non ho vissuto esperienze con l'autismo. Ecco perché istituirò l'Autism Education Advisory Group e lavorerò con la comunità autistica per avere consigli, riformare e apportare cambiamenti. Insieme, possiamo farcela".

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Viaggi. ITA Airways: una simulazione per aiutare i passeggeri con autismo

La Stampa   Claudia Carucci 

La compagnia aerea organizza un percorso di familiarizzazione con l'esperienza del viaggio. I partecipanti e i loro familiari vengono guidati dal personale esperto in una avventura estremamente realistica così da sciogliere le insicurezze collegate ai "misteri" del volo.

Tom Cruise alias Charlie ce la mette tutta, ma non ce la fa a convincere il fratello Raymond a salire insieme a lui sull'aeroplano che deve portarli a Los Angeles. "Fliying is dangerous, flying is dangerous", gli ripete ossessivamente Dustin Hoffman alias Rainman, in quella indimenticabile scena del film che gli è valso un Oscar per la sublime interpretazione di un uomo autistico.

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«Serve una scuola a misura di bambino Anche se autistico»

La Nazione, Caterina Ceccuti 

Douglas Greer, considerato lo studioso vivente più autorevole al mondo nel trattamento educativo per l'autismo, era in Italia pochi giorni fa per partecipare al Congresso Europeo "ABA e Autismo: tra educazione, riabilitazione e organizzazione dei servizi territoriali" - dove ABA sta per Analisi del Comportamento Applicata, utilizzabile in molteplici ambiti tra cui l'educazione sia degli studenti normo-tipici che di quelli diversamente abili. In 50 anni di carriera Douglas - attualmente direttore del programma di Master e Dottorato in Applied Behavior Analysis alla Columbia University e fondatore della ben nota Scuola Keller - ha prodotto ragguardevoli evidenze scientifiche sull'applicazione dell'ABA nell'educazione e nella riabilitazione del bambino con spettro autistico.

  

Dottor Greer, cos'è l'autismo?

«È una diagnosi comportamentale. Ma sarebbe molto meglio se ci limitassimo a identificare i bambini in base a ciò che hanno bisogno di imparare, garantendo loro un percorso individualizzato basato sui giochi preferiti e sui loro interessi, per saper comunicare bisogni e preferenze. In questo modo non avremmo bisogno di categorie diagnostiche».

Com'è possibile che tempo fa gli studiosi attribuissero le cause dell'autismo di un bambino alla madre?

«L'abitudine a creare teorie non scientifiche e divulgarle come fossero scienza».

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