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Autismo, e se c'entrasse (anche) il microbiota?

Nell'intestino dei bambini con questa patologia batteri diversi da quelli dei loro coetanei. Indipendenti dalla dieta e che possono influenzare il sistema nervoso centrale: lo studio della Chinese University of Hong Kong.

di Lisa Cesco   

HONG KONG. Nell'intestino c’è una fabbrica che distilla batteri preziosi per la nostra salute, il microbiota, una pluralità di microrganismi che i ricercatori stanno incominciando ad esplorare per individuare nuove strategie di diagnosi precoce delle malattie. Anche le più difficili da afferrare, come l’autismo: proprio indagando il microbiota, una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Gut ha individuato i marcatori di un gruppo di batteri che hanno il potenziale per diventare indicatori predittivi della malattia.
Lo studio aggiunge un nuovo tassello nella comprensione dei disturbi dello spettro autistico, spostando lo sguardo un po' più in basso, nell’intestino dei bambini affetti da questa malattia, dove la fabbrica dei batteri 'buoni' non funziona come dovrebbe.
Il microbiota dei piccoli con autismo, infatti, sembra avere un profilo caratteristico e molto diverso rispetto a quello dei coetanei sani, perché appare meno sviluppato e presenta alterazioni sia nella composizione che nella funzionalità.

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L’inclusione scolastica degli alunni con disabilità: un esempio di Regolamento per la gestione delle aule di sostegno

In un momento storico nel quale, come certifica l’ISTAT, sono ancora in crescita gli alunni con disabilità che frequentano le scuole italiane (con un più 3,3% del totale degli iscritti), la situazione relativa alla loro integrazione, a partire dai luoghi fisici, non sempre brilla. Rimane, infatti, scarsa l’accessibilità per gli alunni con disabilità motoria, garantita soltanto dal 34% delle scuole, e particolarmente critica la disponibilità di ausili per gli alunni con disabilità sensoriale (il 2% delle scuole). Soltanto nel 15% degli edifici scolastici sono stati effettuati lavori per abbattere barriere architettoniche. Il rapporto alunno-insegnante per il sostegno è migliore delle previsioni di legge, ma è carente la formazione: un insegnante su 3 è selezionato dalle liste curriculari anche se la formazione massiccia nelle università, con i TFA, giunti al quinto ciclo, ci auguriamo faccia cambiare qualcosa.

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Autismo. Maschi e femmine: due sindromi diverse

repubblica.it, Maria Teresa Bradascio

C'è una differenza genetica significativa tra i generi. Anche a livello genetico. E gli studi fatti finora sono per lo più sui ragazzi.

La condizione autistica non solo è diversa da persona a persona, ma anche tra persone di sesso maschile e femminile. E sembra esserci una differenza significativa anche a livello genetico, in particolare nella zona del cervello chiamata striato. Inoltre, il cervello delle bambine autistiche di fronte a segnali sociali, come espressioni facciali e gesti, si attiva in un altro modo rispetto a quello delle bambine non autistiche. Sono i risultati di un nuova ricerca pubblicata sulla rivista Brain dai ricercatori University of Virginia Health System che sottolineano come le conclusioni della maggior parte degli studi sull’autismo - proprio perché si basano fondamentalmente su persone di sesso maschile - non dovrebbero essere prese in considerazione per le bambine.

 Perché questa ricerca

Sebbene, infatti, la diagnosi di disturbo dello spettro autistico sia molto più frequente nei maschi, non significa che l’autismo sia tipicamente maschile, come si è a lungo pensato, ma questo accade perché le differenze di genere fanno sì che molto spesso le bambine e le ragazze sfuggono alla diagnosi. Le caratteristiche dell’autismo femminile sono poco conosciute e i ricercatori in questo studio ne hanno voluto indagare principalmente gli effetti a livello cerebrale, tramite tecniche avanzate di imaging e combinando questi risultati con dati genetici. Con un preciso obiettivo: provare a comprendere meglio il modo in cui l’autismo si manifesta nel cervello femminile. L’autismo, infatti, è una condizione che ha a che fare con lo sviluppo del cervello e per indicare questa diversa organizzazione del sistema nervoso – rispetto a quella tipica – si parla di neuro-diversità. Vediamo, nel dettaglio, cosa hanno scoperto gli scienziati.

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Open Day 30 Aprile

Nel quadro dell'iniziativa promossa e organizzata da Fondazione A.R.C.A. la brochure con il programma per l'Open Day di Venerdì 30 aprile per il Mese dell'Autismo è possibile scaricarla cliccando qui.

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