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Infiammazione dell’intestino: 12 possibili cause evidence-based derivanti da dieta e stile di vita

 
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L’infiammazione intestinale è una patologia seria, complessa e da non sottovalutare. Può contribuire all’instaurarsi di una vasta gamma di gravi malattie, tra le quali l’artrite, il diabete di tipo 2, i disturbi cardiovascolari, il morbo di Parkinson, la depressione e persino alcune forme di tumore.

In un certo senso, è più semplice affermare che l’infiammazione intestinale entri praticamente in tutti i disturbi del nostro organismo.
Per questo motivo, diventa di assoluta importanza comprendere quali siano le radici del problema a livello individuale, in modo da introdurre i necessari correttivi alla dieta o allo stile di vita per alleviare tempestivamente o, meglio ancora, eliminare lo stato di infiammazione.

Il problema si pone per l’ampia varietà di cause alla base del fenomeno. Vediamone le principali.

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Autismo legato a dislipidemia: una ricerca di recente pubblicazione ne identifica le basi molecolari

stateofmind.it,  di Lucilla Castrucci

Una recente ricerca ha identificato una forma di autismo legata ad un gruppo di geni che regolano il metabolismo del colesterolo e lo sviluppo cerebrale

 
 
Autismo legato a dislipidemia: una ricerca di recente pubblicazione ne identifica le basi molecolari
I disturbi dello spettro autistico presentano un’elevata eterogeneità, le loro cause sono ancora in gran parte sconosciute e per questo la diagnosi si fonda sull’accertamento dei sintomi. Ad agosto 2020 sono stati pubblicati su Nature Medicine i risultati di uno studio che ha identificato un sottotipo di autismo associato a dislipidemia e ne ha individuato le basi molecolari. Questa scoperta potrebbe aprire la strada a nuove acquisizioni scientifiche che permetterebbero di modificare l’approccio diagnostico all’autismo.
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Sistema immunitario, cervello e comportamento

stateofmind.it    Marco Dicugno

Il sistema immunitario delle cellule che circondano il cervello sembra produrre una molecola necessaria per la messa in atto del comportamento

 
Sistema immunitario, cervello e comportamentoUna nuova ricerca condotta presso la Washington University School of Medicine di St. Louis ha indagato la relazione tra mente e corpo, nello specifico tra sistema immunitario e cervello.

 L’esperimento è stato condotto sui topi, i ricercatori hanno scoperto che le cellule immunitarie che circondano il cervello producono una molecola che viene poi assorbita dai neuroni e che sembrerebbe essere necessaria per la messa in atto del normale comportamento (Alves de Lima et al., 2020).

I risultati, pubblicati il 14 settembre su Nature Immunology, indicano che gli elementi del sistema immunitario influenzano sia la mente che il corpo e che la molecola immunitaria IL-17 potrebbe essere un collegamento chiave tra i due (Alves de Lima et al., 2020).

Il cervello e il corpo non sono così separati come si pensa; la molecola immunitaria – IL-17 – è prodotta da cellule immunitarie che risiedono in aree intorno al cervello e potrebbe influenzare la funzione cerebrale attraverso le interazioni con i neuroni. I ricercatori stanno esaminando se troppo o troppo poco di IL-17 potrebbe essere collegato all’ansia nelle persone (Alves de Lima et al., 2020).

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Milo, bimbo autistico, e la lettera sul sistema scuola: “Alunni e famiglie soli nelle difficoltà”

 
da rietifile.com 

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di uno studente: si chiama Milo ed è affetto da autismo. Il tema della lettera inviata in redazione è la scuola e l’assistenza agli studenti in difficoltà; quegli studenti, dunque, che hanno bisogno di supporto per seguire le lezioni. Secondo Milo un sistema che non ha saputo riorganizzarsi nel dopo pandemia, dando priorità a chi è più in difficoltà ma ha grande voglia di imparare. Già altre volte abbiamo pubblicato le parole di Milo e della sua famiglia 

 

C’era una volta un brutto anatroccolo: la Scuola!


“Quanto sono lunghi sette mesi, mamma?”

“Sette mesi durano quanto basta per fare danni irreparabili allo sviluppo, alla socialità ed alla scolarizzazione infantile, ma non abbastanza per organizzare la riapertura delle scuola in sicurezza, Milo!”

Dal 4 marzo sono trascorsi sette mesi ed io, bambino autistico di seconda elementare, speravo di poter tornare al mio banco, con i miei compagni, con le misure di contenimento consone alla situazione sanitaria in atto, ma vedo che le criticità della mia scuola sono le stesse dello scorso anno, quando il CoViD era ancora sconosciuto, aggravate ancor di più dall’incapacità (od incuria???) di prendere decisioni straordinarie e dall’evanescenza di figure dirigenziali di riferimento con cui potersi relazionare in ambito scolastico. Andiamo con ordine!

Dopo una prima fase di smarrimento globale, in cui è comprensibile brancolare nel buio, si sono succeduti mesi di “vacanza”, probabilmente anche mentale, perché l’anno scolastico sarebbe finito comunque e… arrivederci a settembre! Perché preoccuparsi di quello successivo per tempo, in effetti?!

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Competenza sociale, problematiche comportamentali e bambini affetti da sindrome di Tourette

stateofmind.it

L’obiettivo del presente studio è quello di indagare se i bambini con sindrome di Tourette abbiano più probabilità di presentare una minore competenza e un minore impegno sociale.

Competenza sociale, problematiche comportamentali e bambini affetti da sindrome di TouretteLe relazioni sociali di successo contribuiscono alla salute fisica e mentale generale, mentre i deficit sociali e le scarse competenze sociali possono mettere i bambini a rischio di interazioni sociali problematiche e influire negativamente sulla salute generale. La competenza sociale, definita a grandi linee da Blumberg e colleghi (2008) come ‘le abilità e i comportamenti necessari per andare d’accordo con gli altri ed essere benvoluti’, si è dimostrata positivamente associata alla partecipazione ad attività sociali.

 

I bambini con disturbi mentali, come la sindrome di Tourette (TS), sono a rischio di avere relazioni sociali inadeguate. Oltre ad avere tic, gli individui con la sindrome di Tourette sono a maggior rischio per una serie di disturbi mentali, emotivi o comportamentali coesistenti, tra cui il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), il disturbo ossessivo-compulsivo, l’ansia, la depressione e il disturbo dello spettro autistico (Hirschtritt et al.,2015; Darrow et al., 2017), che potrebbero influenzare lo sviluppo e il mantenimento delle relazioni sociali, e contribuire a un livello di competenza sociale complessivamente inferiore rispetto ai bambini senza sindrome di Tourette (Eddy & Cavanna, 2013; Evans & Cavanna, 2016).

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