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Ricordiamoci degli studenti autistici

huffingtonpost.it   Marco Sabatini Scalmati

Nei giorni scorsi la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha fornito qualche anticipazione sulle scelte su cui si sta ragionando per definire, se il contenimento della diffusione del Covid 19 lo consentirà, le modalità di rientro a scuola il prossimo settembre. Fra queste vi sarebbe quella, per evitare aule troppo affollate, di dividere gli alunni in due gruppi che a rotazione si alternerebbero in classe mentre l’altro resterebbe a casa seguendo, come è avvenuto in questi mesi, le lezioni online a distanza.

Non saprei dire se la proposta abbia efficacia didattica e formativa. Nè saprei dire se sia percorribile. Andrebbe capito, ad esempio, come il lavoro portato avanti in aula (spiegazioni, compiti in classe, interrogazioni) possa camminare parallelo a quello svolto da chi resterebbe a casa: si collegherebbero online? Seguirebbero le lezioni dei professori non presenti in classe? Quando toccherà a loro andare a scuola replicheranno il lavoro fatto dagli altri nei giorni precedenti? Tutto da definire.

Una cosa mi preme però suggerire subito alla ministra Azzolina. Non dimentichi gli alunni disabili, in particolare quelli autistici. Non dimentichi lo sforzo titanico che i loro genitori hanno fatto finora per sopperire all’assenza della scuola, per non parlare dei centri di assistenza, pubblici e privati, che con l’arrivo del Covid 19 non assistono più.

Perché per moltissimi di questi ragazzi, come mio figlio, la didattica a distanza proposta in questi mesi non è servita praticamente a nulla e continuare su questa strada dimostrerebbe soltanto scarsa attenzione, per usare un eufemismo, data la loro oggettiva difficoltà ad utilizzare questi canali.

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Scuola, Azzolina: ecco le info necessarie per l'esame di terza media

redattoresociale.it

"Voglio rivolgermi ai ragazzi delle classi terze della secondaria di primo grado, quella più conosciuta come terza media. Quindi parlo a loro ma naturalmente alle loro famiglie e ai loro docenti, che potranno far vedere questo video". Inizia così il post su Facebook con cui la ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina si rivolge ai ragazzi alle prese con i preparativi per l'esame di terza media.
"Voglio darvi le informazioni necessarie per la conclusione del vostro percorso - ha spiegato la ministra- Entro il termine delle lezioni sarà organizzato un momento online, quindi a distanza, per la discussione di un elaborato. L'argomento lo sceglierete insieme ai vostri docenti.

Per gli studenti con disabilità o con disturbi specifici dell'apprendimento, assegnazione e valutazione di questo lavoro da preparare a casa avverranno naturalmente sulla base del piano educativo individualizzato e del piano didattico personalizzato. Siete tutti naturalmente in grado di affrontare questo passaggio. E i vostri insegnanti vi staranno vicino e vi guideranno, come sempre".

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L’autismo e le sue caratteristiche, cosa è meglio sapere

vocecontrocorrente.it

Veronica Iannone *: "Spesso mi succede di parlare con molti genitori di bambini e ragazzi autistici. Loro mi descrivono le molteplici perplessità e quindi di conseguenza mi chiedono consigli e strumenti utili alla correzione di alcuni comportamenti del proprio figlio. Ho visto genitori coraggiosi, pronti ad imparare e a mettersi in gioco e, soprattutto, ad avere fiducia nei professionisti che li assistono. Il nostro è un lavoro impegnativo ma al contempo in grado di regalarti molte soddisfazioni e altrettanti sorrisi genuini.".

 

L’AUTISMO E LE SUE CARATTERISTICHE

Le cause dell’autismo sono multifattoriali, ovvero non vi è un’unica causa. Una delle principali, sicuramente, è l’alterazione genetica  le altre sono di tipo ambientale, esperienziale, psicologico e biologico. Per entrare maggiormente nello specifico alcune delle caratteristiche che accomunano le persone con autismo, seppur non esista un solo autismo sono ad esempio: mancata o una riduzione del contatto oculare,  mancata o riduzione dell’imitazione strutturata o semplice, disprassia (un disturbo che riguarda la coordinazione e il movimento e che può comportare problemi anche nel linguaggio), auto-etero-aggressività, stereotipie motorie, vocali, visive (avvicinare e allontanare un oggetto al viso più volte, emettere suoni o ripetere parole più volte, fare movimenti ripetuti), difficoltà nell’indicare, difficoltà nell’iniziare un’attività (ipoattività), scarso interesse verso molte attività, difficoltà a fermarsi durante un’attività (iperattività), muoversi in maniera compulsiva negli spazi in cui si trova, difficoltà nel gioco in autonomia o a relazionarsi con il gruppo.

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Autismo: dal Burlo Garofolo uno studio per anticiparne la diagnosi nei bambini

triesteallnews.it

Uno studio dell'IRCCS Burlo Garofolo di Trieste dimostra che uno screening precoce in due tempi aumenta la possibilità di individuare segnali di sviluppo atipico già nel primo anno di vita, e di intervenire con un percorso terapeutico mirato.

Uno screening in due tempi – a 12 e 18 mesi di età – basato sull’impiego di due questionari complementari permette di cogliere prestissimo i segni tipici di autismo, e di intervenire con un adeguato progetto terapeutico. E’ quanto emerge da uno studio triennale effettuato all’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste, che ha coinvolto 224 bambini della provincia di Trieste considerati a basso rischio per disturbi del neurosviluppo, individuandone tre con tratti autistici, che sono stati indirizzati tempestivamente a un percorso terapeutico specifico per il loro caso.

Il lavoro è stato pubblicato dalla rivista Brain Sciences ed è consultabile sul sito del Burlo Garofolo. "I disturbi dello spettro autistico (DSA) sono un gruppo eterogeneo di disturbi del neurosviluppo, di cui l'autismo è il principale e forse il più noto al pubblico", sptega Raffaelle Devescovi, dirigente medico di neuropsichiatria infantile e referente per l'ambulatorio della comunicazione sociale sociale al Burlo Garofolo.

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Autismo e Schizofrenia, possibile nuova strategia terapeutica

 italpress.com

Una nuova scoperta potrebbe costituire una possibile strategia terapeutica per aiutare a migliorare i difetti nelle interazioni sociali.
Un articolo pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale “Cell” con il titolo “Aralar sequesters GABA into hyperactive mitochondria causing social behavior deficits” ha identificato un nuovo meccanismo molecolare alla base dei disturbi del comportamento sociale riscontrati nell’autismo e nella schizofrenia.

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