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L’assordante silenzio dei bambini affetti da autismo

articolo21.org/2020/04/lassordante-silenzio-dei-bambini-affetti-da-autismo/

Mentre una gran parte della popolazione italiana si interroga sul come ripartire con la fine del lockdown ansiosa di lasciare la clausura forzata e riprendere una parvenza di normalità, c’è chi si vedrà costretto a casa ancora e con danni incalcolabili in termini umani.

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L’invisibile quarantena dell’autismo

corrierefiorentino.corriere.it/firenze

La chiusura delle scuole è stato il primo passo verso una lunga clausura, difficile per ognuno di noi, figuriamoci per chi guarda e vive gli eventi del mondo con occhi, colori, gesti diversi. Stiamo parlando dei bambini autistici e delle loro famiglie

di Filippo Baffa

 La chiusura delle scuole è stato il primo passo verso una quarantena che poi, decreto dopo decreto, ha riguardato tutti. Una lunga clausura, difficile per ognuno di noi, figuriamoci per chi guarda e vive gli eventi del mondo con occhi, colori, gesti diversi. Stiamo parlando dei bambini autistici e delle loro famiglie. «Restate a casa» è uno slogan semplice, necessario, ma che ha tenuto nell’ombra tante realtà complesse.

Ora si comincia a vedere una luce in fondo al tunnel. E pensando a come potrà essere la «fase due», una piccola luce sarebbe il caso fosse accesa anche su chi una sua quarantena la vive quasi come condizione di esistenza: appunto, quelli che la burocrazia definisce «soggetti autistici», che proprio della difficoltà, a volte impossibilità, di relazionarsi con gli altri, con il contesto sociale e le regole che lo sostengono devono confrontarsi quotidianamente assieme alle persone che stanno loro vicino. Che siano adulti, la cui integrazione e dipendenza dai genitori finché ci sono è un tema ancora praticamente assente dal dibattito pubblico. O bambini, che per lo meno hanno l’appoggio della scuola, oltre che di altre terapie e attività che hanno lo scopo proprio di cercare di rendere meno spessa la bolla che divide questi piccoli «alieni» dal resto del mondo. Una delle chiavi che li rassicura è la routine, la prevedibilità nella successione di abitudini che diventano una guida per non perdersi. Tutto questo da un giorno all’altro è scomparso. Niente scuola, dunque niente insegnante di sostegno né educatrice, ma stop anche alle terapie in ambulatorio o domiciliari, pubbliche o private: psicologi, psicomotricità, piscina, musicoterapia. Ci si ritrova soli tra le quattro mura di casa, con tutto il peso sulle spalle dei genitori.

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da ANGSA Torino

Iniziativa attivata da ANGSA Torino e dedicata a diversi territori del Piemonte per sostenere e supportare le famiglie in questo difficile momento.

Care famiglie,
 
siamo consapevoli che in questo momento vi troviate ad affrontare situazioni complesse e delicate. Per esservi più vicini, anche se a distanza, abbiamo lanciato l'iniziativa “Help Point per l’Autismo”, una rete di professionisti che forniscono assistenza e supporto in remoto a persone autistiche, ai loro familiari, a docenti scolastici ed a operatori di minori e adolescenti autistici.
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Coronavirus e autismo, molti altri rischi oltre al virus

https://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/medicina-e-ricerca/2020-04-02/coronavirus-e-autismo-molti-altri-rischi-oltre-virus-151021.php?uuid=ADxXXiH

di Marco Bertelli * e Serafino Corti **

Il Covid-19 colpisce doppiamente le persone con autismo e le loro famiglie. Non solo sono esposte a rischi elevati ma ancora di più, in questo isolamento dovuto all’epidemia, hanno bisogno d’aiuto. Per le persone con autismo i rischi del Covid-19 sono quelli di sviluppare forme gravi di polmonite, con necessità di ospedalizzazione collegata alla frequenza molto elevata di malattie fisiche come diabete, obesità e cardiopatia, ma anche per la difficoltà a seguire le norme igieniche e i sistemi di protezione. Chi è colpito dalla sindrome dello spettro autistico ha difficoltà di comunicazione, di comprensione. Per il suo funzionamento mentale, le restrizioni, a cui tutti siamo sottoposti, si traducono in un cambiamento della routine quotidiana, a cui difficilmente chi è colpito da autismo riesce ad adattarsi. Vengono a mancare le persone – operatori o insegnanti di sostegno - a cui le persone colpite sono legate, la vita trascorre di più in casa quando invece c’è bisogno degli spazio aperti frequentati normalmente, insomma i contatti fondamentali per l’esistenza sono per forza limitati.

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