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Cosa succede se i genitori rinunciano all’insegnante di sostegno per il proprio figlio

orizzontescuola.it   Linda Tramontano

Sin da quando è stata istituita la figura dell’insegnante di sostegno nelle scuole (L. 517/77 scuola dell’obbligo, L 270/82 infanzia, C.M. 262/88 secondaria II grado), secondo quanto stabilito dalla L. 104/92, non sono state poche le interpretazioni sul suo ruolo.

A tal proposito, ricordiamo che la suddetta legge definisce quanto segue:

” sono garantite attività di sostegno mediante l’assegnazione di insegnanti specializzati (comma 3)”

“Nella scuola secondaria di I e II grado sono garantite attività didattiche di sostegno…. (comma 5)”

“Gli insegnanti di sostegno assumono la contitolarità delle sezioni e delle classi in cui operano, partecipano alla programmazione educativa e didattica e alla elaborazione e verifica delle attività di competenza dei consigli di interclasse, dei consigli di classe e dei collegi dei docenti. Gli insegnanti di sostegno assumono la contitolarità nelle classi in cui operano (comma 6)."

Chi ha diritto all’insegnante di sostegno

La legge 104/1992 stabilisce che:

È persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione.

A tali alunni, riconosciuti in “stato di handicap” o “stato di handicap in situazione di gravità” viene assegnato l’insegnante di sostegno.

L’iter da seguire è quella di presentare un’istanza per l’accertamento della disabilità all’Inps, sarà infatti l’ASL competente, a redigere Il profilo di funzionamento (comprendente la diagnosi funzionale e il profilo dinamico funzionale), al fine di riconoscere, la minoranza fisica, psichica o sensoriale stabile e progressiva, e quindi la difficoltà del disabile nell’apprendimento, nelle relazioni sociali e nella sua integrazione.

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Dalla ricerca sugli avatar risultati promettenti per un farmaco per l’autismo

disabili.com

Uno studio ha scoperto che un tipo di sostanza già nota come antitumorale ha la capace di contrastare, nell’avatar di malattia, la sindrome 7Dup, paradigmatica di tutto lo spettro autistico

Si potrà in un futuro non così lontano giungere ad un farmaco per l’autismo? Sembrerebbero aprire a questa possibilità i risultati di una ricerca compiuta da un team di ricercatori del High Definition Disease Modelling, Cellule Staminali e Epigenetica dell’Istituto Europeo di Oncologia  e dell’Università Statale di Milano, e pubblicati sulla rivista Molecular Autism.

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Autismo, fra le cause scatenanti l'alto livello di estrogeni nell'utero

unionesarda.it/

immagine simbolo (foto da google)I

L'esposizione ad alti livelli di ormoni sessuali estrogeni nell'utero potrebbe essere legata alla probabilità di sviluppare autismo.
È quanto ipotizzano gli scienziati dell'Università di Cambridge e dello State Serum Institute in Danimarca, autori di uno studio pubblicato oggi sulla rivista "Molecular Psychiatry". I risultati aggiungono ulteriori prove a sostegno della teoria degli steroidi sessuali prenatali proposta per la prima volta 20 anni fa.
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Studio: potenziali effetti probiotici su sintomi autismo

notizie.tiscali.it

Studio: potenziali effetti probiotici su sintomi autismo
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Bradipi in Antartide

Le etichette di alto e basso funzionamento, usate per provare a classificare le persone, non solo sono fuorvianti ma anche poco rispettose e dannose. Indicano il modo in cui TU percepisci e fai esperienza del mio autismo e non come IO lo vivo per davvero dall’interno.


Definire qualcuno ad alto funzionamento, invalida e non riconosce i suoi sforzi, la fatica che fa questa persona e il supporto di cui avrebbe bisogno. Stai giudicando la sua abilità a portare più o meno bene, più o meno a lungo una maschera di “normalità”.

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