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"Autismo e lavoro", arriva il manuale di "autoaiuto" per affrontare le sfide quotidiane

Redattore sociale

In un libro pubblicato per Edizioni Lsw, Tony Attwood e Michelle Garnett offrono tecniche di rilassamento e gestione dello stress.

Le persone con disturbi dello spettro autistico devono affrontare numerose sfide sia nel momento della ricerca di un lavoro che sul posto di lavoro come: ansia, stress, difficoltà a interagire con gli altri o nell'organizzazione del lavoro. Eppure, queste persone hanno tantissimi talenti e abilità, preziosi per la collettività. Come instaurare un clima di benessere? E come sfruttare le proprie capacità? "Autismo e lavoro" di Tony Attwood e Michelle Garnett (Edizioni Lswr), è il manuale di 'autoaiuto che permetterà alle persone con disturbi dello spettro autistico (ASD)- dichiarano gli autori- di livello 1, senza disabilità intellettiva e con linguaggio funzionale (noto in passato come sindrome di Asperger) di: imparare a gestire lo stress, a gestire i sensi, sviluppare o migliorare le proprie abilità sociali e la consapevolezza di sé e delle proprie capacità".

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Padova, rampe di Lego per rendere accessibili gli edifici: le costruisce un gruppo di giovani autistici

Beatrice Branca - Corriere del Veneto 

Il progetto di inserimento lavorativo «Talents» prende spunto dalla Germania: «Vogliamo sensibilizzare le aziende sull’assunzione di persone con disabilità»

Coloratissime rampe di mattoncini Lego accolgono le persone con disabilità motoria alle entrate e all’interno di negozi e strutture pubbliche. Un lavoro artigianale realizzato con grande passione da Enrico Balestra assieme ai giovani Nicola Barzon, Ludovico Lancia, Enrico Ortile e Alessandro Padrin. I cinque si sono conosciuti nell’ambito dei progetti sperimentali di inserimento lavorativo di persone con disabilità promossi dal servizio di integrazione lavorativa dell’Usl 6 Euganea. Il progetto iniziale, chiamato «Talents», è nato due anni fa con la rete di cooperative Habile e consisteva nella realizzazione di un laboratorio di comunicazione per giovani con disturbo dello spettro autistico come loro, gestito da Sebastiano Rizzardi. «Un giorno Enrico Balestra ha portato nel nostro laboratorio una riproduzione di Super Mario (eroe dei videogiochi Nintendo, ndr) fatto con i Lego, ho capito che mi stava comunicando che le costruzioni con i mattoncini colorati erano la sua passione – spiega Rizzardi -. Abbiamo allora cercato di vedere cosa potevamo fare con i Lego e abbiamo trovato la storia di Rita Eben, una nonna tedesca che costruiva con i Lego le rampe che consentono alle persone con disabilità motoria di accedere con più facilità agli edifici. L’abbiamo allora contattata e ci ha spiegato come realizzarle».

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Autismo, resta ancora molto da fare ma intanto è giusto continuare a sorridere

Andrea Polo - Il Fatto Quotidiano 

Mio padre ha fatto il medico per più di 40 anni e, dalle prime guardie mediche fino ai tanti giorni passati in ospedale, ne ha viste davvero tantissime; ma se gli chiedevi di raccontarti un episodio che lo aveva colpito, prima o poi arrivava sempre a parlare di quando era a Cagliari ad assistere ad una seduta di ippoterapia dove un ragazzo quasi adolescente, affetto da autismo e che mai aveva parlato, faceva le sue ora in sella ad uno splendido cavallo. Mio padre era seduto sugli spalti attorno alla pista e, accanto a lui, sedeva in silenzio il padre del ragazzo, che guardava suo figlio con un misto di apprensione e speranza.

Alla fine di quell’ora di ippoterapia, una delle tante che il ragazzo aveva fatto, accadde qualcosa di importante; sceso dalla sella andò verso suo padre e, guardandolo, gli disse semplicemente: “papà”. Era la prima volta che accadeva, era la prima volta che quel padre sentiva la voce di suo figlio pronunciare quella parola. Inutile dirvi quale fu l’emozione, non solo dell’uomo, ma anche di mio padre e, ammetto, anche mia nello scrivere ora queste cose.

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Diario di un ragazzo autistico. Federico: "Vi spiego perché amo il silenzio".

Federico De Rosa - Il Fatto Quotidiano 

I sogni e le esperienze di un giovane abituato a parlare poco. Ma che racconta la sua vita e le sue emozioni scrivendo

Sento spesso dire di noi persone autistiche non verbali che saremmo poco inclini ad una presenza attiva nelle situazioni e nelle relazioni, più inclini a vivere isolati in un nostro mondo difficilmente accessibile a voi non autistici. Ora, io non è che voglia dire che non sia vero ma solo vi proporrei di considerare le cose anche dal mio punto di vista.

Mi capita spesso che dei non autistici vogliano coinvolgermi ma quasi sempre cercano di farlo nel loro modo e non nel mio. Inoltre ritengono che il loro modo sia l'unico possibile. Quindi vengo travolto da una valanga di stimoli sensoriali prodotti dal non autistico e più è in ansia per il mio autismo, più stimoli produce: alza tono e volume della voce, accentua le espressioni del volto e in casi estremi gesticola anche con le mani.

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Centro per l'autismo, ci sono 400mila euro ma non il progetto

Milena Bonaparte - Il Corriere Adriatico

Pochi posti disponibili nei centri diurni, terapie riabilitative costose, numero di sofferenze in crescita, famiglie sempre più in affanno. Accende un faro con bagliori allarmanti Maruska Palazzi, pedagogista dell'Università di Urbino e Garante per i diritti delle persone disabili con sede allo sportello Informa&Servizi del Comune, in piazza del Popolo.

Il nodo

Il nodo da sciogliere è in particolare quello dei giovani autistici che escono dalle scuole secondarie nei distretti sanitari della provincia, studenti per i quali non sono abbastanza le strutture che offrono servizi durante il giorno e supporto alle famiglie. In realtà la soluzione per arginare l'emergenza ci sarebbe già, ma è al momento arenata: il nuovo Centro diurno e residenziale per l'autismo, finanziato cinque anni fa dalla precedente amministrazione della Regione con 400.000 euro, da aprire a Pesaro nell'ex asilo delle vie Vatielli e Alfano, attende che l'Asur elabori il progetto preliminare necessario al Comune per la variante urbanistica legata alla destinazione d'uso dell'area. Una difficoltà che non prospetta rapide vie d'uscita, tenuto conto dell'impasse organizzativa per l'arrivo della nuova Azienda sanitaria territoriale Pesaro Urbino e l'accorpamento con Marche Nord.

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