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Autismo. Gli invisibili

di TIZIANA BARILLÀ e DONATELLA COCCOLI

È la più grave e diffusa disabilità del mondo. In Italia 600mila sono colpiti da disturbi dello spettro autistico. Manca una cura. Ma anche una rete di servizi per l’assistenza. Viaggio in un mondo silenzioso. E dimenticato 

Chi l’avrebbe mai detto. Da quella infelice battuta di Corradino Mineo potrebbe finalmente arrivare la spinta per una legge sull’autismo. Se entro l’estate il Senato approverà il testo già varato dalla Commissione Igiene e Sanità, forse sarà anche merito del senatore Pd, che ha definito Matteo Renzi «ragazzino autistico da proteggere». Il premier magari non avrà bisogno di protezione. A differenza di circa 600mila famiglie italiane che ogni giorno assistono direttamente un minore o un adulto affetto da autismo. L’uno per mille della popolazione: più di ciechi, sordi, muti e Down messi insieme.

Cause sconosciute

«Nessuna disabilità ha mai prodotto un livello tale da rendere l’adulto così non autosufficiente». Bastano queste poche parole del professor Franco Nardocci per farsi un’idea di cos’è il Dsa, Disturbo dello spettro autistico.

Quella che i più chiamano “autismo” è una disfunzione nello sviluppo dell’organizzazione cerebrale. Una patologia eterogenea – diagnosticata nella prima infanzia – con diversi livelli di gravità. «Oggi ci sentiamo obbligati a parlare di autismi, e non più di autismo», prosegue Nardocci che è past president della Sinpia (Società italiana di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza) e coordinatore del centro autismo di Rimini. Perché nella nuova e ampia definizione di autismo rientrano bimbi che hanno comportamenti molto diversi, a volte opposti. Il rischio, insomma, è sempre quello di metterli tutti in un unico calderone. Come accadeva un tempo, quando i disabili intellettivi erano liquidati tutti con l’etichetta di “scemo”.

In generale i minori colpiti da questa patologia, entro i primi 3 anni di età, manifestano deficit nelle aree della comunicazione, dell’interazione sociale e dell’immaginazione. Nel peggiore dei casi, si isolano e appaiono inconsapevoli dei sentimenti altrui. Possono essere violenti, a volte iperattivi. La varietà dei casi e dei comportamenti è molto ampia. Quale sia la causa scatenante dell’autismo non è ancora dato saperlo, nonostante i numerosi studi scientifici degli ultimi decenni. Su tutti quelli svolti negli Usa, dove sono state investite montagne di dollari nella ricerca: «Vent’anni fa gli articoli sull’autismo erano rarissimi, oggi probabilmente sono più numerosi degli autistici stessi», provoca il professor Nardocci. «Eppure non sono arrivati grossi contributi alla cura». Perché, paradossalmente, gli Usa «hanno finanziato ricerche che non comunicano tra di loro».

Il resto dell’articolo in edicola con l’Unità sabato 28 giugno e per tutta la settimana

da http://www.left.it/

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