Stampa

Nei disturbi dello spettro autistico i neuroni si sviluppano in modo diverso

fonte galileonet.it

Uno studio, pubblicato su Nature Neuroscience, mostra come, in laboratorio, i neuroni ottenuti da persone con Disturbi dello Spettro Autistico (ASD) si sviluppano più precocemente

I Disturbi dello spettro autistico (Dsa) sono una classe di condizioni diverse. I tratti caratteristici che li accomunano sono difficoltà nella comunicazione – non solo verbale –  comportamenti stereotipati, attività e interessi ristretti o ripetitivi. Ma le espressioni delle condizioni, e nelle diverse persone, sono estremamente variabili e possono comprendere differenti modi di muoversi e sentire, difficoltà fisiche o eccezionali abilità artistiche o visive, per esempio. Alcune ricerche hanno mostrato che il rischio di soffrire di autismo è ereditabile (e diversi sono i geni che sono stati associati ai disturbi), ma non è chiaro esattamente cosa avvenga a livello neuronale durante le fasi precoci dello sviluppo.

Stampa

Autismo, schizofrenia e disturbi bipolari, scoperte chiavi molecolari grazie al progetto genoma umano

fonte ilfattoquotidiano.it

Una sorta di atlante, che fornisce una tabella di marcia per lo sviluppo di una nuova generazione di terapie mirate per le condizioni psichiatriche. "Questo lavoro fornisce numerosi tasselli mancanti necessari per comprendere i meccanismi delle malattie psichiatriche", ha detto Daniel Geschwind, autore senior di due dei nuovi studi e professore di genetica umana all’Ucla.

Stampa

FARMACI E INTEGRATORI

FARMACI E INTEGRATORI (Dott.ssa Paola Visconti, Bologna)

Fino a qualche anno fa il loro utilizzo procurava maggior perplessità; c’erano meno studi in letteratura e verosimilmente meno pratica d’uso. Oggi, pur con molte cautele , vengono maggiormente prescritti dai Neuropsichiatri Infantili, soprattutto di fronte a gravi comportamenti problema quando le strategie psicoeducative di controllo delle variabili ambientali sono state messe in atto senza successo.
I farmaci aiutano a diminuire intensità e frequenza dei comportamenti problema, che non sono nella totalità sintomi biologici dell’autismo, ma che sempre costituiscono ostacolo all’apprendimento, all’integrazione sociale e alla qualità di vita; in maggioranza, tali comportamenti sono mantenuti da variabili contestuali: sono cioè stati appresi al fine di comunicare, ottenere o evitare qualcosa.
Stampa

Un bambino su 5 soffre di disagio psichiatrico: «Costretti dagli adulti a essere felici»

fonte m.espresso.repubblica.it

Pochi giorni fa, in una pizzeria milanese in cui si consumavano modeste cene per celebrare, tutti cuoiati, il rientro dalle vacanze, mi sono ritrovato accanto a un nucleo famigliare che concludeva il pasto, immolandosi a fette di pastiera napoletana. Il padre era inconsolabile, perché la figlia decenne non sfiorava la torta. Si sa, a tutti i bambini piacciono i dolci. Piacciono davvero ancora? Compitissima, la piccola rispondeva al padre: «Per noi le torte sono un problema: ce ne date in continuazione. I nonni, da piccoli, ne vedevano una ogni cinque anni, non si sognavano di avanzarne una briciola. Voi genitori avevate più dolci a disposizione, quindi eravate meno golosi dei nonni. Noi ne abbiamo quanti vogliamo, per questo siamo annoiati. Questa abbondanza ci rende tristi, credo». Eravamo stralunati tutti, di fronte all’incoercibile maturità con cui la bambina tuonava contro il regime dei consumi. La piccola si è poi immersa in una sessione di Candy Crush, silenziosa in quell’assentamento che tutti conosciamo bene. I bambini, questi enigmi luminosi, sono sempre più i santuari del pericolo imminente e dell’indecifrabilità, proiettati in una trasformazione accelerata di tecnologie e ritualità, rispetto a cui sono spiazzati i genitori e deve misurarsi con ovvie confusioni la scuola. Si assiste al paradosso di un eccesso di preoccupazione nei loro confronti e di una fuga dal dato del loro malessere. Stanno male? Sono normali? Pare che un neopuritanesimo stringa d’assedio il ragazzino contemporaneo, cancellando la possibilità stessa di provare dolore.

Stampa

Basta con l´approccio fideistico ad ADI e ADOS!

Articolo originale: Stop the religious belief in ADI/ADOS! pubblicato il 2 Maggio 2017

C´è un dibattito in corso riguardo la validità della diagnosi di disturbo dello spettro autistico (ASD) (vedi Waterhouse et al 2016, e Muller e Amaral 2017).

La preoccupazione è che spostare il focus della ricerca dal SOLO AUTISMO all´AUTISMO PLUS o ESSENCE (vedi Gillberg 2010) [per informazioni sull´ESSENCE in italiano segui questo link n.d.R.] possa condurre al tracollo dei servizi rivolti ad individui con le difficoltà che attualmente riuniamo nella categoria diagnostica di autismo.

Se da un lato sono un grande fautore della decostruzione dell´autismo da parte della ricerca, sono ancora un "credente" nell'etichetta diagnostica di autismo.

Ci vorranno molti anni (in realtà, probabilmente decenni) prima che si possa sostituire l´attuale etichetta con una parola, una dimensione o un concetto che colga meglio le qualità del “fenotipo” e il bisogno di servizi specializzati e di follow-up per individui con “autismo”.

Condividi su

FacebookTwitterGoogle BookmarksLinkedin